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Giochi di attori

Giochi di attori

Sono utili per poter tenere un laboratorio d'introduzione al linguaggio teatrale e avvicinare a questo mondo chi vi mette piede per la prima volta. Ma poni attenzioni ai tuoi passi, cauto lettore e maestro: I giochi proposti non hanno un target specifico: Una riflessione. Che cos'è realmente un esercizio di teatro? A cosa serve? Piuttosto che lunghi e inutili giri di parole preferisco lasciare la parola a un grande del teatro, Eugenio Barba, citando alcuni punti del suo saggio 'Un amuleto fatto di memoria', in cui descrive con estrema chiarezza cosa sia realmente un esercizio teatrale, e sopratutto perché esiste.

Ma che cosa differenzia essenzialmente un esercizio dalla drammaturgia in senso tradizionale, dalle commedie, dalle tragedie o dalle farse? Nell'un caso come negli altri si tratta di un intreccio ben congegnato di azioni. Ma mentre commedie, tragedie e farse hanno una forma ed un contenuto, gli esercizi sono pura forma, intrecci di sviluppi dinamici senza trama, senza storia. Gli esercizi sono simili ad amuleti che l'attore porta con sè non per esibirli, ma per trarne determinate qualità di energia da cui lentamente si sviluppa un secondo sistema nervoso.

Un esercizio è fatto di memoria, memoria del corpo. Un esercizio diventa memoria che agisce attraverso l'intero corpo. Il mimo è un codice severo, preciso: Proprio perché codice, i suoi movimenti sono universalmente noti nella coscienza di tutti pensate al famoso muro del mimo, o la fune e per questo, cristallizzati nella tradizione. Agli esercizi proposti non interessa la tradizione o la cristallizzazione del codice attoriale: Difatti, libertà non vuol dire caos. Quando vogliamo esprimere un'azione dobbiamo sempre ricordare che essa si forma solo nella nostra mente: Dunque dobbiamo essere abbastanza bravi e generosi da riuscire a trasmettere quella che è il nostro messaggio o al più, la nostra intenzione, altrimenti otterremo solo confusione.

Linearità e precisione non devono mai mancare all'attore, nemmeno quando si esprime in improvvisazioni libere. Ma questo è un discorso che richiederebbe una trattazione più ampia, che ci auguriamo di poter dipanare il prima possibile. Uno dei momenti più difficili dei laboratori teatrali, specialmente se numerosi, è quando i partecipanti si conoscono per la prima volta. Nessuno di loro sa nulla degli altri, o, ancora più difficile, se ci sono stati anni precedenti, alcuni si conoscono già e altri invece sono appena arrivati e devono inserirsi.

Esistono vari giochi e esercizi che possono essere fatti per rompere il ghiaccio fra i partecipanti. Una persona tiene in mano una pallina o qualsiasi altra cosa lanciabile di media grandezza. Parte lanciando la palla ad una persona che non conosce, dicendo il proprio nome e una qualità che lo ha colpito della persona a cui ha lanciato la palla. Il secondo, presa la palla, ripete il nome della persona che gli ha lanciato l'oggetto, dice il proprio e lancia la palla ad una terza persona dicendo la qualità che lo ha colpito.

Si parte in cerchio: Ci si guarda negli occhi mentre si cammina e ogni volta che ne capita l'occasione bisogna fermarsi e stringere la mano con un'altra persona, dicendo il proprio nome uno alla volta. Fatto questo, il proprio nome verrà scambiato con quella persona a cui si è stretta la mano, mentre noi prenderemo il suo e continueremo il gioco. Si esce dal gioco quando si riesce a riconquistare con uno scambio, il proprio nome.

Il gioco potrebbe anche non terminare. Basta infatti che anche solo una persona si scordi un nome, perché questo venga perso per sempre o 'duplicato' in maniera esponenziale. Si parte a coppie, ognuna abbastanza lontana dall'altra, per non infastidirsi. Seduti uno davanti all'altro ogni persona della coppia, a turno, racconta all'altro una propria storia, un proprio avvenimento o un evento reale della sua vita. Fatto questo si fa come nell'esercizio 'voglio il mio nome', camminando e guardandosi: Allo stop ogni persona racconterà davanti agli altri l'ultima storia ricevuta. Attori a pubblico.

Uno alla volta si entra in scena e si esegue un solo gesto, nella maniera più lenta possibile, per poi uscire. È importante che il gesto sia eseguito con molta lentezza per iniziare a vincere le timidezze dell'attore. Ci si mette in cerchio. Il primo dice il proprio nome e lo accompagna con un gesto semplice. Il secondo dice il proprio nome ed esegue un gesto unendolo a quello del precedente, cioè aggiunge il suo gesto a quello del compagno prima di lui. Ovviamente è possibile farlo anche in entrambi i modi nello stesso tempo: Devono sostenere le loro ovazioni il più possibile, fino al cambio dopo circa secondi.

Lo spazio non è da considerarsi come una scatola vuota, un incolucro inutile. Lo spazio reagisce agli impulsi, non è neutro, lo spazio sono gli attori che circondano il nostro corpo, ed essi si muovono. Allenare la propria percezione dello spazio è il sale di ogni buon attore: Ma lo spazio non è solo questo: Teoria e tecnica dell'improvvisazione':. Ero colpito dal modo in cui lo spazio fluiva attorno agli attori come un fluido. Mentre gli attori si muovevano riuscivo a sentire dell'immaginaria limatura di ferro che contrassegnava i campi di forza. Questa sensazione era al massimo quando il palcoscenico era sgombro[ Quando non stavano recitando, i corpi degli attori si riaggiustavano continuamente.

Quando uno cambiava posizione, gli altri alteravano le loro posture. Qualcosa sembrava fluire tra loro[ Quando si cammina, a meno di studi di andature, occorre tenere il corpo dritto, le mani e le braccia distese lungo i fianchi e non dietro o davanti a bloccare l'energia. Questo esercizio è da molti chiamato "zattera" o "barca" perchè se ci si butta tutti da un lato, la zattera cade e noi con lei! E' uno dei più difficili e utili fra tutti gli esercizi che coinvolgono la percezione dello spazio, ma è anche uno dei primi che si affronta in un laboratorio: Di solito viene condito con molti altre varianti, alcune qui proposte, che migliorano l'esercizio.

Esplosione nello spazio. Al segnale gli attori devono restringere lo spazio verso il centro e accellerare il movimento. Al segnale successivo esplodono, occupando la totalità dello spazio ma rallentando. Non si devono mai fermare. Ciascuno percepisce gli altri come un pericolo oppure come qualcuno che si ama , ma che non si ha il coraggio di avvicinare. Segui il leader: Pian piano potranno esserci gesti che conquisteranno più di altri e si potrà copiarli e seguirli. Allo stop, si dovrà correre verso quella persona come se attratti da una forte calamita e formare un gruppo attorno ad essa; Ad un secondo segnale i poli si invertono e tutti devono fuggire come se respinti.

Scatto all'opposto: Occorre ripartire cambiando subito direzione. Deve sentire ogni parte del corpo fare vivere quella camminata ma non deve essere per forza legata a un stereotipo di personaggio. Altrove, ovunque: La stretta, gli occhi: Quando si coglie l'opportunità bisogna stringere la mano ad un'altra persona, non importa con quale atteggiamento, con quale faccia, l'importante è continuare a guardare negli occhi. Fili invisibili: La prima persona che si incontra con lo sguardo non dovrà più essere persa di vista: È il gruppo che deve trovare la propria velocità, ed è il singolo che deve capire la velocità degli altri e adeguarsi.

Non appena qualcuno urla "Io! La persona che urla non deve iniziare a cadere quando tutti sono arrivati, ma solo qualche istante dopo l'urlo. Senza alcun segnale convenuto o improvvisato, tutto il gruppo deve fermarsi nello stesso momento e poi ripartire insieme. In un lampo: Raggruppati in fondo alla scena, al segnale tutti hanno 10 secondi per occupare in maniera omogenea lo spazio.

Guardia e attentatore: Tutti si muovono, nello stesso tempo, cercando di proteggere il proprio protetto, e di sfuggire da chi gli fa paura, mettendosi davanti al protetto e lontano dal persecutore. La scena è piena di ostacoli di varia natura, in modo tale che sia difficile passare più di un tot. Dentro il tempo di una base musicale non troppo lunga , devono invertire le file di partenza. Ma per fare questo non devono mai fermarsi per districarsi tra gli ostacoli o per far passare prima uno dell'altro.

La sedia delimita lo spazio fisico della scena, che deve variare nel corso dell'esercizio. Si possono spostare le sedie per allargare la scena, restringerla, modificarne la forma. Il conduttore del gioco esterno dice che nel gruppo c'è nascosto un personaggio: Fatto questo, l'attore che si trova in centro deve recitare un breve monologo su di lui che è quel personaggio. Scovare non vuol dire proporsi: E' un gioco di proposte e rifiuti: Conoscere le proprie 'armi' fisiche è fondamentale per ogni attore degno di questo nome. Ci sono centinaia, migliaia di azioni che compiamo ogni giorno, azioni all'apparenza semplici, quotidiane, intuitive e soprattutto, fondamentali.

Per esempio il camminare. Avete mai pensato a quanto sia difficile camminare? Il piedi che si alza non si contrae, ma rimane rilassato, cedendo alla gravità. Esso poi appoggia a terra partendo dalla punta delle dita per poi adagiarsi completamente. La prima gamba è andata, l'equilibrio è ora all'ottanta per cento in avanti, al venti, per sicurezza, sull'altra. Ora anche la seconda gamba si alza, cedendo tutto il peso alla prima, e sbilanciandosi completamente in avanti, ripete i movimenti della prima, fino a che entrambe non sono sulla stessa linea e il peso è correttamente equidistribuito fra entrambe le gambe.

E quanti muscoli, quante contrazioni nascoste avvengono perchè noi possiamo compiere questo gesto semplice, immediato, della durata di pochi attimi. Eppure, fisicamente, pochi riescono a ripetere un tale gesto scomponendolo correttamenente, perchè non lo conoscono realmente, non si sono mai fermati ad esaminarlo. E' necessario per un buon teatro. Ci si dispone su una riga orizzontale e a turno si esegue la camminata verso l'altra parte della scena. Una camminata è influenzata da diversi fattori: Al proposito è utile la distinzione che fa un grande del teatro novecentesco, Jerzy Grotowski: Durante l'infanzia, le gambe sono il centro del movimento; nell'adolescenza, sono le spalle; nell'età virile, il tronco; nella maturità, la testa; nella vecchiaia, di nuovo le gambe.

Osservare i cambiamenti nel ritmo vitale. Per l'adolescente il mondo è lento in rapporto al suo moto, mentre per il vecchio il mondo si muove troppo in fretta in rapporto a lui. Queste sono, naturalmente, solo due delle possibili chiavi di interpretazione. Fondamentale è qui, captare i motivi e non il risultato del modo di camminare. Lo smascheramento è destinato a risultare superficiale se non contiene un elemento di autoironia, se il divertimento alle spalle degli altri non avvenga a proprie spese.

Vince chi arriva per ultimo. Gli attori si pongono a una certa distanza su due righe che si fronteggiano, in modo tale che ognuno abbia una altro davanti a sé. Uno alla volta, quelli della linea di destra corrono il più velocemente possibile contro quello dell'altra linea sapendo che dovranno fermarsi quando vogliono ma senza andare contro chi sta loro davanti. Menu Visualizza annunci per area: Ultimi annunci pubblicati: Casting per corto retribuito degli allievi del CSC — Roma Casting attori, attrici e bambini a Roma per un cortometraggio degli allievi del Centro Sperimentale di Leggi Tutto.

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Il provino Occorrente: Si mette a disposizione delle squadre una scatola con abiti e accessori. Alla fine di ogni provino, parola ai giudici. Scultore, creta, modello Occorrente: I partecipanti sono divisi in gruppi da tre: Il modello assume una posizione e la mantiene per tutto il tempo del gioco. Foto di squadra Occorrente: La squadra avversaria dopo attenta osservazione dei particolari deve ricostruire la foto di squadra fatta dagli avversari, riproducendola con i componenti della propria squadra assumendo la medesima posizione in gruppo. Claudia Staff di Animatamente dal Scrivi alla redazione.

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