Home > Roulette russa film il cacciatore

Roulette russa film il cacciatore

Roulette russa film il cacciatore

La scena da antologia. Ovvia la scelta della sequenza della Roulette russa cui sono costretti Nick e Michael, prigionieri dei Viet-Cong poi richiamata e 'conclusa' nella successiva e tragica ripetizione dello stesso confronto. Una scena che tutti ricordano - girata davvero in una capanna lungo il fiume Kwai affollata di topi e insetti - e alla quale molti erroneamente si limitano nella lettura e nella rievocazione di un film che nella sua circolarità e nella sua completezza ha molto altro - meno esplicito e più profondo - da offrire.

I premi. Dove e quando. Alle Il cacciatore. Kramer contro Kramer. Michael Cimino. Robert De Niro. Dustin Hoffman. Riescono a fuggire, ma per loro niente sarà più lo stesso… [sinossi] Un film esprime un uomo senza razionalizzarlo. Il film sei tu, rappresenta il tuo inconscio più di qualsiasi altra cosa. Note 1. Info Il trailer de Il cacciatore. USA Regia: Michael Cimino Sceneggiatura: Redeker Fotografia: Vilmos Zsigmond Montaggio: Peter Zinner Interpreti: Stanley Myers Produzione: Articoli correlati Festival Il Cinema Ritrovato Il Cinema Ritrovato , trentaduesima edizione, rassegna che sempre più si caratterizza come il paradiso dei cinefili.

Dal punto di vista estetico, Cimino ha la capacità rara di far parlare emotivamente il paesaggio. Del resto è lui stesso a dire che il paesaggio è un personaggio all'interno dei suoi film. Ne "Il cacciatore" la scelta delle ambientazioni sono pressoché uniche e mai filmate prima. Grazie anche al lavoro fatto sulla luce e sul colore da Vilmos Zsigmond, il paesaggio diviene materico e fisico, dove il sentimento umano è trasposto e interagisce con l'ambiente, e i personaggi si muovono all'interno di una messa in quadro sempre coerente con la loro evoluzione psicologica e la diegesi.

Le due sequenze della caccia, ad esempio, trasmettono il senso di infinito e solitudine con colori dalle tonalità fredde e chiare, tutte virate sul bianco e il verde delle montagne, l'azzurro chiaro del cielo. Il sentimento di libertà di scelta e di conoscenza dell'uomo, immerso nella natura, risalta ed è potenziato da campi lunghi e medi ariosi ed eleganti. Le sequenze interne - la fabbrica, il pub, la chiesa, il salone delle feste, i locali di Saigon e le strade riprese in notturna - virano invece su tonalità cupe, scure, con improvvisi scoppi di colore l'arancione del metallo in fusione nella fabbrica; il bianco dei vestiti delle donne alle festa; le camice bianche e la fascia rossa nelle bische della roulette russa , alternando sentimenti di festa a drammi personali e fatica fisica.

Il tutto giocato con movimenti della macchina da presa in piani sequenza ristretti e una gestione articolata e complessa del set il matrimonio nella prima parte, appunto oppure da primi e primissimi piani, drammaturgicamente intensi, messi in serie con campi e controcampi lenti e pensati nel resto del film. Le sequenze della guerra invece hanno una fotografia virata su colori sporchi, girate con uno stile falso documentaristico, in un grande sforzo mimetico di forma e contenuto il Vietnam è la Thailandia, Saigon è Bangkok; ma anche l'inverno in Pennsylvania è in realtà l'estate; le montagne fuori dal villaggio di Clairton sono fotografate nelle regioni delle Cascate al confine con il Canada , dove la precisione della messa in quadro diviene essenziale per la riuscita dell'opera e la trasformazione dalla realtà alla finzione cinematografica.

Le opere di John Ford, Akira Kurosawa e Luchino Visconti sono le fonti ispiratrici esplicite di Cimino, da cui ruba e rielabora come solo i grandi artisti sanno fare, mutuandone uno stile all'interno di un cinema classico, ma legato a temi moderni e personali. La caratteristica estetica peculiare del regista italoamericano è proprio nella capacità di mettere in quadro e gestire il genius loci: Cimino ha fortemente voluto creare il mondo de "Il cacciatore" a sua immagine e somiglianza, secondo la sua sensibilità artistica, rincorrendo un sogno di creazione drammatica a discapito della produzione che aveva paura di tutto, combattendo scena per scena, frame per frame, per fare il film che aveva negli occhi "Tagliavo quello che volevano e di notte ce lo rimettevo, è stata una vera guerra" afferma in una sua intervista pubblicata su "Positif" nell'aprile del ' La sua ascesa e caduta è stata tanto rapida ed estrema da ricordare la sorte di un eroe omerico.

La sua irripetibilità non fa che accrescere la sua mitologia. Ma non serve un aedo per cantarla: One shot , un solo colpo. Michael ed i suoi migliori amici, Nick e Steven, sono operai di una acciaieria della Pennsylvania, che trascorrono le loro serate a bere al pub e le domeniche sulle montagne con il fucile in spalla. Persone semplici, ragazzi come tanti, almeno finché il loro equilibrio non viene spezzato dalla chiamata fatale , che li invita ad arruolarsi e partire.

La scelta è precisa: Al tempo stesso gli eventi del fronte vengono riuniti in un unico grande simbolo, una scena destinata ad imprimersi nella memoria collettiva del cinema: I tre amici vengono presi prigionieri insieme ad altri soldati americani e costretti a sfidarsi a turno in un gioco mortale, mentre i loro aguzzini scommettono se le loro teste salteranno o meno. Dalle fresche sorgenti della montagna — che vale la pena ricordare, rappresenta nella mitologia il luogo della rivelazione, dove ad esempio Mosè riceve le tavole del Decalogo — ci si inabissa nelle acque paludose del fiume Mekong, nelle gabbie di canne in cui vengono tenuti i prigionieri in attesa del loro turno.

Quello che nel rituale della caccia rappresentava un legame fra cacciatore e preda — la consapevolezza della loro profonda interconnessione nella prospettiva di una vita universale che eternamente si riafferma solo sacrificando se stessa a se stessa — perde nella roulette russa ogni significato possibile, diventando strumento c he confina la vita umana nel limbo della assoluta mancanza di senso.

Il Cacciatore - Cosa accade quando guardiamo dentro l'abisso? - La Settima Arte

È quasi un film a sé stante il lungo prologo de Il cacciatore, la cui durata Nell' ultimo duello alla roulette russa tra i due amici si dispiega. Il film che più di ogni altro ha saputo scuotere l'opinione pubblica americana innanzi alla tragedia del Vietnam, come lo presentiamo altrove. "Il cacciatore" è un film sulla guerra del Vietnam, sull'amicizia, sulla La roulette russa diviene così una forte metafora del suicidio di un popolo. Il cacciatore (The Deer Hunter) è un film del diretto da Michael Cimino. Sebbene non sia Vengono costretti a partecipare alla tortura della roulette russa mentre i carcerieri scommettono su di loro. Steven è il primo a cedere, quando. Il Cacciatore è un film sulle cicatrici causate dalla guerra in Vietnam a un La scena della roulette russa, comunque, non è l'unica destinata a. 3) Lo sputo di Nick (Walken) in faccia a Michael (De Niro) durante la roulette russa nel finale del film non rientrava nel copione ma fu voluta del.

Toplists